

Ph. © Francesco Arena, 2024

Ph. © Francesco Arena, 2025

OPEN CALL | LIEU - NONLIEU / I NON LUOGHI DELLA MENTE / IV EDIZIONE
Collettiva d'arte contemporanea
a cura di Benedetta Spagnuolo
LIEU-NONLIEU / I NON LUOGHI DELLA MENTE - IV Edizione
Group show
curated by Benedetta Spagnuolo
10 – 17 Maggio 2026
Opening: Sabato 9 Maggio H. 17:30
Location: Villa Borzino, Via XXV Aprile 17 – Busalla (GE)
Organizzazione: ARTISTI ITALIANI - arti visive e promozione
Deadline: 12 Aprile 2026, H. 23:59 (CET)
Il bando è aperto ad artisti italiani e internazionali, maggiorenni, operanti nel campo delle arti visive.
Tecniche consentite:
• Fotografia
• Pittura
• Scultura
• Installazione
• Illustrazione
• Grafica
• Video
• Performance
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TEMATICA
La collettiva Lieu-NonLieu / I non luoghi della mente invita gli artisti a confrontarsi con la relazione tra “luogo” e “non-luogo”, intesi non solo come spazi fisici, ma come dimensioni legate all’esperienza, alla memoria e alla percezione individuale.
Il progetto si sviluppa nel dialogo tra il Lieu — luogo dell’identità, dell’appartenenza e della memoria — e il Non-Lieu, spazio di transito, sospensione e anonimato. Non si tratta di una contrapposizione netta, ma di una condizione fluida, in cui l’individuo si muove costantemente tra riconoscimento e smarrimento.
La mostra si concentra su come questi spazi vengano vissuti, attraversati e interiorizzati: come cambia la percezione di sé nei luoghi che abitiamo? E cosa accade quando ci troviamo in spazi che non ci appartengono, ma che siamo comunque costretti ad attraversare?
Agli artisti è richiesto di sviluppare una riflessione personale su questa dualità, esplorando ad esempio:
Identità nella sospensione (L’io di passaggio)
Opere che indagano lo stato d’animo di chi attraversa spazi impersonali: aeroporti, stazioni, sale d’attesa o centri commerciali. Come ci sentiamo quando siamo "uno dei tanti" in un luogo che non ci appartiene? Si possono esplorare i temi dell’attesa, dell’anonimato o dello smarrimento interiore.
Il luogo come appartenenza (Radici e memoria)
Rappresentazioni di spazi che hanno un’anima: la casa, il quartiere, un paesaggio legato a un ricordo o un dettaglio che rende un ambiente "familiare". Qui l'artista può mostrare ciò che rende un luogo unico e riconoscibile, in contrasto con la freddezza degli spazi standardizzati moderni.
Abitare l’impersonale (Trasformare lo spazio)
Come l'arte e l'azione umana possono "dare vita" a un non-luogo. Gli artisti possono presentare lavori che documentano o immaginano come un ambiente neutro (una periferia, un sottopasso, una strada deserta) possa essere reinterpretato, riabitato o trasformato attraverso il gesto creativo, la luce o il colore.
> SFOGLIA LA TERZA EDIZIONE
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TESTO CRITICO
La collettiva Lieu-NonLieu / I non luoghi della mente indaga il concetto di "non-luogo", inteso non solo come spazio fisico, ma come dimensione psichica e ontologica. I "non-luoghi" sono luoghi che, pur essendo concreti e materialmente identificabili, sfuggono a una definizione precisa poiché non sono legati a un’identità specifica né a una memoria collettiva condivisa. Essi diventano, in tal modo, metafore della mente umana: spazi vuoti che l’individuo popola e definisce attraverso le proprie esperienze, emozioni e pensieri.
In un mondo che privilegia la relazione diretta con l’ambiente e gli altri, molti trovano più reali e veritieri quei luoghi che permettono una connessione tangibile con la propria storia e con la propria individualità. Al contrario, altri riconoscono come autentici e significativi i non-luoghi, spazi dove l’unica interazione che si compie è con la quotidianità e con azioni ritualizzate che scivolano nell’abitudine senza suscitare sorpresa o novità. Questi ultimi, in apparenza privi di identità e relazione, si definiscono invece per una rigida delimitazione spaziale, come nel caso di aeroporti, stazioni o camere d’albergo, ambienti che suggeriscono la transitorietà dell'esistenza dove il “tutto” è ridotto alla mera funzione del passaggio.
Questo percorso espositivo si propone di esplorare non solo la relazione tra l’uomo e i suoi spazi, ma anche le connessioni tra il "luogo" antropologico – il Lieu – e il "non-luogo" – il Non-Lieu, mettendo in luce la concezione di "luogo interiore" in relazione con se stessi, con il proprio vissuto e con il proprio senso di appartenenza.
Per cogliere appieno la natura di questa ricerca, è necessario rifarsi alla definizione di Marc Augé, per il quale il "non-luogo" rappresenta uno spazio di indeterminatezza in cui milioni di identità e individui si sovrappongono senza mai entrare in reale connessione. In questo contesto di società postmoderna e globalizzata, le azioni quotidiane e consumistiche, imposte dal contesto, restano prive di spessore emozionale o riflessivo, esprimendo la perdita della centralità e dell’identità storica del luogo antropologico.
I non-luoghi sono prodotti di una società incapace di integrare in sé i luoghi storici e culturali, che vengono ridotti a scenari privi di significato o di un valore che superi la funzionalità immediata. Questi spazi non sono né identitari né relazionali; sono incentrati sul presente, sull’immediatezza dell’esperienza e rappresentano con forza la nostra epoca, dominata dalla precarietà, dalla provvisorietà e dal transito.
È un mondo che sembra vivere nell’assoluto individualismo, in un isolamento che si manifesta anche nei luoghi di incontro. Le persone transitano nei non-luoghi, ma nessuno li abita veramente, nessuno li trasforma in "luoghi" emotivamente vissuti.
L’interesse del racconto visivo degli artisti risiede nel modo in cui non solo documentano l’azione dei visitatori all’interno dei luoghi / non-luoghi, ma anche come interpretano e riflettono sulla propria relazione con questi spazi e con la propria pratica artistica. Una doppia evoluzione che dà vita a una sovrapposizione di visioni – reali e irreali, abitudinarie e fuori dalla norma, relazioni conformi e, allo stesso tempo, esperienze che sfidano la ripetitività.
l rapporto con i propri “luoghi” quotidiani passa anche attraverso una conoscenza delle dinamiche dei non-luoghi: una dimensione in cui la personalità si dissolve, dove anche l’ombra rimane congelata e le idee mutevoli faticano a farsi strada.
Il non-luogo riconosce in sé il presente, senza nostalgia né proiezioni; il luogo, invece, preserva il passato, le memorie e le storie che si intrecciano con l’identità di chi lo abita.
È in questo passaggio che l’artista si racconta, esplorando i confini tra tempo e spazio, tra dimensioni antropologiche e territori non identitari, e disegnando nuovi tracciati di relazione che trascendono la semplice fruizione del mondo materiale.
Benedetta Spagnuolo
LOCATION: VILLA BORZINO - BUSALLA (GE)
Un Luogo di Storia e Ispirazione Contemporanea
Villa Borzino è un gioiello architettonico e culturale situato nel cuore di Busalla, proprio di fronte alla stazione ferroviaria. Questa magnifica dimora rappresenta un punto d'incontro unico tra storia, arte e tradizione.
Costruita agli inizi del XX secolo su progetto dell’architetto Giuseppe Crosa di Vergagni, Villa Borzino nasce per volere del cavalier Emilio Borzino. L’intento era quello di richiamare l’austerità e la raffinatezza delle ville patrizie genovesi, arricchite da elementi che evocano le ville fiorentine. La costruzione, iniziata nel 1919, venne ampliata tra il 1927 e il 1936, mantenendo la coerenza stilistica e aggiungendo ulteriori dettagli di pregio.
La villa si distingue per la sua pianta rettangolare e le facciate adornate da raffinati elementi classici in stile trompe l’oeil. Al suo interno, ogni ambiente trasuda eleganza: stucchi in stile Luigi XV, monumentali bagni, busti in marmo e camini decorativi in ardesia con inserti in ceramica. Questi dettagli architettonici non solo testimoniano la maestria artigianale dell’epoca, ma creano anche un’atmosfera senza tempo, capace di stupire e ispirare.
Il Ninfeo e i Giardini: Un Angolo di Paradiso
Il vasto giardino che circonda la villa è un luogo incantato. Tra grandi alberi secolari e angoli ombreggiati, si trova un prezioso ninfeo, ispirato alle ville genovesi del Cinquecento. Questo elemento architettonico conferisce al parco un’aria fiabesca e rappresenta una cornice ideale per momenti di riflessione, incontri creativi o semplicemente una pausa immersi nella bellezza naturale.
Una Dimora per il Presente e il Futuro
Oggi, Villa Borzino è sede amministrativa dell’Ente Parco dell’Antola, un luogo dedicato alla valorizzazione del territorio e alla promozione culturale. La villa continua a vivere come punto di riferimento per eventi, mostre e incontri, mantenendo intatta la sua vocazione di spazio di aggregazione e ispirazione.
www.instagram.com/villa_borzino
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SERVIZI INCLUSI
La partecipazione al progetto garantisce il supporto completo da parte dell'organizzazione, nello specifico:
Organizzazione e Curatela
• Curatela artistica del progetto espositivo.
• Organizzazione del Vernissage di inaugurazione con presentazione critica curata da Benedetta Spagnuolo.
• Gestione logistica e coordinamento generale dell'evento.
• Allestimento e disallestimento professionale delle opere a cura dello staff specializzato.
• Mediazione culturale e assistenza al pubblico per tutta la durata dell’esposizione.
Comunicazione e Ufficio Stampa
• Presentazione critica della mostra e redazione del comunicato stampa ufficiale.
• Ufficio stampa dedicato su testate locali, portali di settore e riviste specializzate (dettagli e case history disponibili QUI)
• Digital marketing: inviti personalizzati tramite newsletter e campagne targettizzate.
Catalogo Editoriale Digitale
• Pubblicazione ufficiale in formato PDF professionale: un volume curato nei testi e nella grafica, ottimizzato per la consultazione su ogni dispositivo.
• Diffusione globale e permanente: fruibile online senza limiti di tempo, facilmente condivisibile con galleristi e collezionisti in tutto il mondo.
• Contenuti multimediali: Integrazione di link diretti ai siti web o canali social degli artisti per una promozione interattiva.
Promozione e Social Media
• Progettazione grafica e stampa di materiali promozionali (inviti, locandine, roll-up, manifesti).
• Distribuzione capillare di cartoline e locandine in punti selezionati della città.
• Comunicazione social: post dedicati, dirette web e/o interviste sui canali ufficiali durante l'evento.
Documentazione dell'Evento
• Documentazione fotografica professionale dell’allestimento e delle opere in mostra.
• Reportage fotografico delle performance, se previste.
• Pubblicazione del materiale sui canali ufficiali dell'organizzazione.
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SELEZIONE
L’invio della candidatura è gratuito.
La quota di partecipazione è richiesta esclusivamente agli artisti selezionati per la mostra.
Compila il form per accedere al link e
scaricare il bando completo.
Deadline: 12 aprile 2026