La street art come intervento di riqualificazione dello spazio urbano - il caso di Catania.

December 15, 2017

Per iniziare la lettura di questo blog è necessaria una breve distinzione tra Street Art e Graffitismo, due forme d’arte diverse l’una dall’altra, che però a causa del fatto che entrambe diventano protagoniste per strada, è ormai errore comune credere che l’una sia sinonimo dell’altra.

In realtà, i mezzi attraverso cui comunica il Graffitismo, i cui soggetti sono generalmente legati allo studio della lettera, sono gli spray e marker; la Street Art, invece, include anche altre tecniche quali la Sticker Art, lo Stencil, le Proiezioni Video e le Installazioni, diventando dunque un vero e proprio intervento pubblico.

Sentiamo parlare concretamente di Street Art, forse, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, esattamente negli Stati Uniti, dal momento in cui alcuni artisti iniziano ad utilizzare stencil, poster e vernice, per esprimere pensieri concettuali e politici, che in breve tempo diventano vero e proprio intervento pubblico per tutta la città.

Il  movimento, infatti, parte dal basso, da basi illegali, basi che spingono i temibili kids, abitanti delle periferie americane, ad esprimere concetti e azioni di ribellione attraverso il writing.

Sarà comunque solo attraverso l’influenza pop (popolare), nello specifico della Pop Art, quindi un’arte rivolta al popolo, a caratterizzare la produzione di tutta l’arte urbana dagli anni ’70 ad oggi, un’arte dunque facilmente comprensibile al pubblico anche passante (o meglio lo si spera!) grazie alla vivacità dei colori e, soprattutto,  ai messaggi commerciali e di protesta lanciati.

 

Catania metropoli del sud, potremmo mai aspettarci possa essere capitale di Street Art? Ebbene si.. da qualche anno grazie all’intervento anche dell’amministrazione comunale, che ha creduto in progetti di riqualificazione ad hoc per alcuni luoghi ormai storicizzati (che con gli anni sono diventati palcoscenico di nuove realtà) è nato un circuito di arte di strada e pubblica, attraverso il dialogo con grandi nomi della street art a livello internazionale.

Un intervento di riqualificazione ha lo scopo di individuare uno spazio che possa ri-funzionare non perdendo però la sua storia.. e per questo quale altro mezzo se non la street art può intervenire!?

I muri di Catania, oggi, narrano storie che meritano di essere ascoltate e lette.

Il murales più grande del mondo, i silos, i muri di San Berillo e le nuove opere di C215, sono solo alcuni tra gli interventi di Street che ad oggi popolano le strade della città etnea.

San Berillo, ad esempio, nel cuore di Catania un quartiere complesso, in cui prostituzione e politiche di gentrificazione rischiano di mettere a repentaglio un’area densamente abitata; grazie al collettivo Res Publica Temporanea si è provato ad usare l’arte come antidoto, agendo anche su una serie di porte murate.

Un quartiere popolare che vuole rinascere e farsi portavoce di avanguardia; nascono allora attività, laboratori, documentari, storie incredibili, racconti di integrazione multiculturale, che dimostrano quanto Catania creda e aspiri alla rigenerazione urbana. 

 

Ma passiamo ad un altro degli esempi di Street Art a Catania, il più importante che ormai vede Catania denominata capitale di Street Art.

Il porto della città diventa palcoscenico d’arte a cielo aperto e la street art ridà colore ad ogni protagonista al suo interno, grazie alla volonta del festival iART, in collaborazione con il Comune di Catania e con il supporto dell’Accademia Belle Arti di Catania.

Così i vecchi silos, costante presenza per la città, dal giugno 2015, sono stati trasformati da otto artisti internazionali, donando alla città di Catania un grandioso monumento del XXI secolo, intervento che vede introspezione, stile urban, fascino per la geometria e per i colori vivaci, ricerca di linguaggio unico che desta curiosità.

8 gli Artisti internazionali chiamati per reinterpretare i miti e le leggende di Catania e della Sicilia su un supporto eccezionale, per grandezza e per particolarità: silos che si elevano all’interno del porto del capoluogo etneo, silos che, soprattutto, non hanno perso la loro funzione.

 

Dietro gli otto silos il murales più grande al mondo; esattamente sul fronte mare, l’artista portoghese Vhils ha realizzato il più grande ritratto al mondo: uno sguardo sul mare che ricopre gli otto silos.

L’ opera/ritratto vuole celebrare l’incontro tra le culture che nel corso dei secoli hanno definito l’identità siciliana.

L’autore ha scelto di rappresentare lo sguardo di un uomo che guarda ai Paesi del Mediterraneo.

Ma tornando ai silos, tra gli 8, ne noto uno “Barattoli”, stencil spray e acrilico su metallo, di VladyArt, o semplicemente Vlady, artista catanese (classe 1974), ma che ha viaggiato in giro per l’Europa, e la cui produzione artistica, iniziata dalla metà degli anni Duemila, installativa, concettuale o site-specific che sia, è da sempre portatrice di messaggi forti, ironici, sarcastici, la cui semplicità arriva sempre all’efficacia.

Un enorme intervento di street che sembra un chiaro ed evidente richiamo tra street-art e pop art; un lavoro pop, però, solo nell’accezione più concettuale del termine, un intervento site specific e non di un disegno sul silos.
 
L’arte di strada è per Vlady reazione intellettiva a determinati stimoli visivi, egli si propina ad esprimere in modo fisico, performativo o teatrale e pressappoco d’ovunque.
Gli interventi dell’artista catanese, le cui opere sono realizzate sia su commissione che di propria iniziativa, sono ormai un po’ dappertutto, colorano la città, ma mai in maniera banale.
L’arte di Vlady così, a Catania, viene vista e intesa come nuovo arredo urbano; con i suoi cestini per i rifiuti che diventano insetti luccicanti, sassi che diventano pesci cani, playmobils che 
sui supporti per le catene che delimitano la zona a traffico limitato, Vlady, prendere in giro la sua città, senza danneggiarla, anzi arricchendola di fantasia e colore, abbellendo la città sfruttando tutto ciò che la stessa città gli offre, dinanzi agli occhi. 
Vlady lavora per la città e per i suoi abitanti; lavora attraverso un'arte, che per quanto ancora sembri apparire lontana, regala momenti di sorriso insieme ad interventi di ''addobbo''; usa la sua maestria e quanto ha appreso dall'evoluzione della Street Art per regalare quasi storie tratte da un fumetto, dove tutto colorato e semplice svela però qualcosa di più profondo.
 
La Street Art d'altronde non può che non camminare che con la Public Art, arte pubblica, un'arte che decora il contesto urbano ma sposa significati simbolici di un certo valore; scendiamo, allora, lungo le città e promuoviamo l'arte di strada capace di dettare slogan visivamente leggeri ma promotori di proteste, reclami, pubblicità che abbelliscono le nostre vie più di quanto possa fare una scia di smog!
Mery Scalisi: laureata in Comunicazione e valorizzazione del patrimonio storico artistico e specializzata in Progettazione artistica per l'impresa, lavora a stretto contatto con l'arte contemporanea, facendo di questa la chiave di lettura per ogni approccio lavorativo verso la quale si muove. Art is life, il motto attorno cui la sua esperienza lavorativa/artistica ruota.
 
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