Sinfonie di materia: dialoghi tra Luigi Ghirri, Paolo Icaro e Carlo Scarpa

December 9, 2017

“Le pietre del cielo”, partendo dal titolo, questa mostra ci porta direttamente in un’immaginario onirico dove ogni cosa è possibile ed ogni tempo coesiste; come uno spazio, dove, l’uomo diviene etereo dentro uno spazio evocativo e si riconosce in esso perché son fatti della stessa materia.

La mostra si svolge all’interno dello spazio Carlo Scarpa della Fondazione Querini stampalia di Venezia, a cura di Chiara Bertola e Giuliano Sergio, come seconda tappa del programma di ricerca del Fondo Luigi Ghirri. L' idea nasce dalla volontà di voler mettere in comunicazione tre tipi di spazio e creare una tessitura che, intersecandosi, dà origine ad un armonia di sensi. Questa Triade di artisti sembra voler suonare una melodia che ci conduce in uno spazio originale, privo di costruzioni dialettiche, fatto solo dell’essenza stessa delle cose, dandoci solo delle indicazioni su quello che potrebbe essere. 

Quando guardiamo, veramente, senza preconcetti non rivediamo con nuova luce gli oggetti più comuni? Siamo costantemente alla ricerca dell’eccezionale, quando, la differenza è sostanzialmente in come ci poniamo verso il consueto.

Lo spazio concreto realizzato da Carlo Scarpa collega l’esterno, liquido di una città che poggia sull’acqua, con un’interno intimo, che accoglie l’uomo e lo riporta alla sua essenza primordiale. Il dialogo che si instaura tra la fotografia di Luigi Ghirri e le sculture di Paolo Icaro ci solleva, nel senso più vero del termine, dalla realtà: entrambi gli artisti ci indicano una via, creano le basi perché la nostra visione non si fermi al semplice sguardo ma si interroghi costantemente sulla materia, sulla superficie e su di noi. Se per Ghirri la ricerca tende ad indagare i luoghi quotidiani, ma, con un attenzione che li esaltano e ci fanno respirare lo straordinario nell'ordinario della vita, le memorie che lo abitano, in Icaro le sculture sono uno spazio che si fa luogo e ritorna alla sua origine, come segno. 

L’aspetto fondamentale è l’ingenuità, la semplicità che si dissocia dalla complessità della conoscenza; il nostro occhio è costantemente bombardato da immagini e la nostra mente assimila informazioni in maniera continua, ma quanto di tutto questo ci serve? Il concetto fondamentale è trovare quell’equilibrio dei sensi, quello spazio sensibile dove tutto è possibile, questa mostra ci sta dicendo che esiste.

 

 

"La fotografia non è pura duplicazione o un cronometro dell'occhio che ferma il mondo fisico, ma è un linguaggio nel quale la differenza fra riproduzione e interpretazione, per quanto sottile, esiste e dà luogo a un'infinità di mondi immaginari."

 

Luigi Ghirri

 

Chiara Guidotto

 

Chiara Guidotto artista, vive e lavora a Mestre (Venezia), la sua ricerca si sviluppa soprattutto attraverso la pittura e installazioni visive, l’uso di materiali sempre diversi e la sperimentazione la portano a scoprire diversi tipi di campi. 

www.guidottochiara.wixsite.com

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