Treasures: un viaggio negli abissi della realtà

November 10, 2017

Il segreto sta nel guardare il mondo con gli occhi di un bambino, con la voglia di conoscere e l’incessante sete di essere stupito: con questo spirito di scoperta mi immergo in quest’avventura chiamata Arte.

Credo che, con finalità molto diverse, lo stesso Damien Hirst con l’esposizione “Treasures from the Wreck of the Unbelievable” che si sviluppa tra Punta della Dogana e Palazzo Grassi a Venezia, abbia creato una realtà parallela ma non meno reale di quella in cui viviamo, lui stesso afferma :

 

“La mostra è incentrata su quello che crediamo. Io credo nella storia del collezionista vissuto duemila anni fa. Se chiudo gli occhi lo vedo, non si può dire che non sia esistito.”

 

 

Voglio partite proprio da qui; è veramente così importante che sia reale? Mi chiedo quante cose nel nostro vivere quotidiano siano reali e quante frutto della nostra mente, di conseguenza, dal momento in cui lo crediamo reale questo non lo diventa?

Damien Hirst è sempre stato un artista che ha superato i limiti arrivando ai confini dell’esagerazione, ha portato con sè questo suo mondo controverso ma mai noioso, lo spettatore non è mai rimasto impassibile davanti alle sue opere io stessa mi sono ritrovata in contrasto con le mie emozioni. 

In quest’ultima esposizione la creazione di una storia, un mondo, una realtà ti lascia sospeso; il percorso si snoda tra grandi statue e video, nei frammenti che scandiscono le pause tra un’opera e l’altra si intravede dalle finestre Venezia e la sua laguna e dentro di me viene automatico vedere un legame. Trovo ci sia qualcosa di poetico nell’unione tra lo spazio esterno fluido e l’interno statico, è un richiamo, una connessione invisibile dell’acqua che reclama il suo tesoro. 

L’influenza pop, emerge nei tratti dei volti che richiamano personaggi famosi e nell’unione di materiali e stili, si incontra con la maniacale cura del dettaglio su ogni superficie, il corallo che si dirama su ogni cosa e la fa propria.

Ma l’arte contemporanea è questo e molto altro, le complessità del linguaggio e la difficile definizione sono il suo punto di forza, quindi, perché creare una realtà diversa non può essere possibile? Ogni artista riporta la sua visione in scala, amplia la sua dimensione e la mostra creando un’immagine il più simile possibile a se stesso e, di riflesso, un’immagine del suo mondo.

Qui si riporta alla luce dopo duemila anni una raccolta che è stata nascosta agli occhi e, come se fosse un dio, la fa riemergere dalle tenebre e la mostra agli uomini.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Damien Hirst è un’artista britannico conosciuto dal grande pubblico per la sua arte provocatoria, il tema ricorrente è la morte ma ne toglie qualsiasi alone di sacralità e la rende concreta la ridimensiona alla realtà come un mito da sfatare. Il suo enorme successo lo porta ad essere non solo un’artista internazionale ma, anche, tra i più quotati quindi come l’arte contemporanea ci ha insegnato il limite tra Arte e Mercato è sempre più sottile , basti pensare a “superstar” come Jeff Koons; allora per rimanere in cima bisogna chiedere a se stessi sempre di più e creare limiti da superare.

Chiara Guidotto: artista, vive e lavora a Mestre (Venezia), la sua ricerca si sviluppa soprattutto attraverso la pittura e installazioni visive, l’uso di materiali sempre diversi e la sperimentazione la portano a scoprire diversi tipi di campi. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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