Biennale luogo di artisti e per gli artisti

February 7, 2017

L’artista al centro. Questo il messaggio della Biennale di Venezia 2017.

Questa Biennale è dedicata a celebrare, quasi a rendere grazie al mondo dell’arte. Una mostra dedicata all’Umanesimo, come dice Christine Macel. Un Umanesimo nel quale l’atto artistico è a un tempo atto di resistenza, di liberazione e di generosità”. Paolo Baratta, il presidente della Biennale, ha aperto con queste parole la conferenza con la quale si presentava l’edizione 2017 dell’Esposizione internazionale d’arte, intitolata Viva Arte Viva.

 

La Biennale di Christine Macel riunirà 120 artisti, dei quali 103 presenti per la prima volta. Artisti di cui viene sottolineato il ruolo cruciale all’interno dei dibattiti contemporanei e di fronte ai conflitti del mondo, testimoniando come l’arte sia oggi “la parte più preziosa dell’umanità”.

 

85 i Padiglioni nazionali, dei quali 4 novità assolute: Antigua e Barbuda, Kiribati, Nigeria e Kazakistan. La successione dei padiglioni seguirà un percorso fluido, non tematico, che andrà a costruire un racconto i cui protagonisti saranno le 800 opere selezionate, delle quali 52 realizzate ex novo, e altre “riattivate” per l’occasione. «Guardiamo alle opere come se fossero sempre nel momento in cui nascono, prima della vivisezione della critica. Alla Biennale le opere vengono alla luce» dice ancora Baratta.

 

Paolo Baratta e Christine Macel_Photo by Andrea Avezzi_Courtesy La Biennale di Venezia

 

 

IL PERCORSO

Il susseguirsi dei padiglioni prenderà avvio da quello centrale, ai Giardini, dedicato alla dialettica fra otium e negotium, inattività e azione nella cornice del gesto creativo. Tra i protagonisti Franz West, l’arte partecipativa di Olafur Eliasson che con il progetto Greenlight creerà uno studio invitando studenti, pubblico e immigrati a realizzare oggetti, e Dawn Kasper che trasferirà il suo studio in Biennale alternando stasi e azione.

 

Dedicato al sentimento come materia “discutibile” nell’arte il padiglione “Gioie e paure” che ospiterà Tibor Hajas, Rachel Rose, il programma di incontri con gli artisti “Tavola Aperta” e il progetto librario  "Je déballe ma bibliotequé".

 

Il tema dell’aspetto pubblico dell’arte troverà spazio all’Arsenale, nel padiglione “Comune” attraverso la riscoperta di Maria Lai, Anna Halprin, Marco àvila Forero.

Il padiglione “Della Terra”, dedicato al futuro del pianeta, vedrà esposti i disegni di Kananginak Phootogook, gli assemblaggi di Yeesookyung, e l'intervento di Erika Verzutti alle Tese delle Vergini.

L’artista come sciamano, investito della missione di curare il mondo. Questo il tema del padiglione degli “Sciamani” in cui Ernesto Neto presenterà il risultato di due anni passati in compagnia di una tribù indigena.

Prettamente femminile, estatico e sensuale il padiglione “Dionisiaco” con la partecipazione di Huguette Caland ed Eileen Quinlan.

Giorgio Griffa, Dan Miller e Karla Black porteranno i loro toni nel padiglione “Colore” prima di giungere alla fine del percorso con il padiglione “del Tempo e dell'Infinitudine” con le installazioni-azioni di Edith Dekyndt, Vadim Fishkin, Hassan Khan, Kishio Suga.

 

Chiude Baratta: «Che questa arte sia sempre, e oggi più che mai, Viva, Viva Viva Viva!».

 

 

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