Inside / Artists and Writers in Reading Prison

October 31, 2016

Con un progetto artistico tanto coraggioso quanto necessario, Artangel apre le porte della prigione vittoriana di Reading in cui tra il 1895 e il 1897 venne imprigionato Oscar Wilde, accusato dalla società del tempo, di oltraggio alla morale. Dalla cella C.2.2., di cui rimane l’originale porta lignea, oggi reinterpretata dall’artista Jean-Michel Pancin con l’opera In Memoriam, 2016, Wilde scrisse il capolavoro De Profundis, una lunga lettera d’amore e di dolore, dedicata all’amato Alfred Douglas, a cui seguirà La Ballata del Carcere di Reading. Se il testo si conclude con un’invocazione al potere salvifico dell’arte e della natura – la natura mi laverà nelle sue grandi acque e mi risanerà con le sue erbe amare – artisti e scrittori contemporanei rispondono al canto di Wilde, intervenendo intimamente tra gli spazi della struttura carceraria.

 

Dentro le celle c’è sempre la semichiarìa del crepuscolo; e il crepuscolo invade pure ogni cuore. Nell’orbita del pensiero, come in quella del tempo, il moto non esiste più – Così Wilde, descrive l’esperienza del carcere e tra i primi artisti a rispondere in maniera empatica, è Ai Weiwei narrando degli 81 giorni di prigionia subiti, come già per il progetto S.A.C.R.E.D. L’eco si ripete nelle lettere di Deborah Levy, Anne Carson, Danny Morrison, Joe Dunthorne, Tahmima Anam, Gillian Slovo, Binyavanga Wainaina e Jeanette Winterson, che riflettono del doloroso contrasto tra e il perseguimento di ideali e l’effettivo riconoscimento giuridico. Lo stesso accento politico e critico-istituzionale, è promosso dalle sculture di Doris Salcedo, Plegaria Muda, 2008-10, che mettono in discussione i regimi di sorveglianza.

Lungo il percorso, non ci si può non interrogare sul limite sottile che regola l’esperienza del singolo individuo e il bene commune, ma l’immaginazione presto si fa’ trasportare dalla narrazione, come suggerito da una serie di profili: se le foto segnaletiche, 1885-1910, rilasciate dall’Ufficio del Berkshire, ci pongono davanti alla realtà, l’arte di Marlene Dumas ci trasporta verso un sentire poetico, come nella serie di ritratti dedicati a Oscar Wilde, Pier Paolo Pasolini e Jean Genet. In De Profundis, Wilde scrive: poiché il dolore è la suprema emozione di cui è suscettibile l’uomo, esso è ad un tempo il tipo e il modello di ogni grande arte. Ed è attraverso questa esperienza, che l’arte raggiunge il suo compimento, come nelle opere di Nan Golding, che manifesta il dramma dell’amore contemporaneo, come nel progetto fotografico, The Boy, 2016, e nei video Song of Love, 2016, Different from the others, 1919/2016.

 

Nella cella C.2.2., l’intimità di Wilde è ripensata attraverso la collezione di libri, che solo al termine della prigionia, sono stati concessi in consultazione allo scrittore. Il conforto nella lettura dei grandi classici (tra cui Dante, Byron, Baudelaire), è la scintilla di una nuova vita e di una nuova arte, come sottolineano le stampe di Vija Celimns che aprono alla visione di cieli stellati verso l’infinito della poesia. Roni Horn accoglie il desiderio di Wilde, descrivendo come dal potere salvifico dell’acqua – la serie fotografica Still Water (The River Thames, for example), 1999 – una nuova forza creatrice possa nascere, tendendo all’infinito – la scultura Double Mobius, 2009. In modo simile, – Peter Dreher, presenta una serie di dipinti che scandiscono il trascorrere del tempo e delle giornate, concentrandosi sugli spiragli di luce tra superfici d’acqua e cielo – (Tag Um Tag Guter Tag, Day By Day Good Day), 1997-2011.

Se dalla moda, il genio di Steve Mc Queen irrompe immaginando le confuse trame della vita, il compito dell’arte è quello di ricercare, da una così profonda esperienza, una nuova bellezza. Lo sottolineano le opere di Felix Gonzales Torres che dal dramma – Untitled (Fear), 1991; Untitled (March 5th), 1991, percepisce un’armonia senza fine, come il volo di un gabbiano – la serie illimitata di poster Untitled, 1992-1993. Wolfgang Tillmans, reinterpreta la figura di Dorian Gray come se, il carcere divenisse metaforicamente lo specchio e il ritratto del tempo di vivere – Separate System, Reading Prison (Self A, B), 2016. La mostra culmina in un respiro di luce: se dalle grate del carcere, è ancora possibile sperare in un raggio di sole, l’arte ha il potere salvifico di guardare oltre l’orizzonte.

 

Courtesy Artangel & Juliet Art Magazine

 

 

 

 

 

 

 

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